Il Tuo Ritratto

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Le Proporzioni

Impariamo da un "Grande"...

Durante il soggiorno a Milano, presso la corte sforzesca di Ludovico il Moro, Leonardo ebbe modo di conoscere il matematico Luca Pacioli.  Nella stesura del trattato "de Divina Proportione ", che il Pacioli  scrisse attorno al 1498, Leonardo collaborò con la realizzazione di  molti disegni esplicativi.

     In questo trattato il Pacioli ricercò nella proporzione dei numeri un  principio ispiratore da applicare all'arte.
Leonardo scopri che guardando le opere si poteva creare un'impressione di ordine e di armonia seguendo quella che prima di lui  fu chiamata la "sezione aurea".
Questa regola  nell'impostare le proporzioni di un opera la ritroviamo ad esempio nella Gioconda.


In quest'opera possiamo individuare la figura di un rettangolo aureo nella disposizione del quadro e nelle dimensioni del viso.
La figura può essere racchiusa in un triangolo aureo così come la disposizione delle mani.


Lo stesso rettangolo lo si ritrova nella composizione dell'Ultima cena.   


  

     Nella Venere del Botticelli si riscontra un preciso rapporto numerico, (1.618) tra l'altezza della figura femminile e l'altezza dai piedi all'ombelico. 
Lo stesso rapporto che si può osservare nelle figure umane rappresentate dai famosi bronzi di Riace

    
   
o nell'Uomo vitruviano

"Se si collocasse supino un uomo con
le mani e i piedi aperti e si
 mettesse il centro del compasso
sull'ombelico,
descrivendovi una circonferenza,
toccherebbe tangenzialmente le dita
delle mani e dei piedi.

Ma non basta: oltre lo schema del
circolo, nel corpo si troverà anche la
figura del quadrato.
Infatti se si misura dal piano
di posa dei piedi al vertice del capo,
poi si trasporterà questa misura alle
 mani distese, si troverà una
lunghezza uguale all'altezza, come
accade nel quadrato tirato a squadra"
Marcus Vitruvius Pollio;
architetto e scultore romano
(80 a.C.circa)


 

La ricerca di un rapporto matematico legato all'armonia delle forme  lo si può trovare nelle proporzioni di un viso generalmente considerato  "attraente"  o piacevole a guardarsi.
(non uso il termine "bello" in quanto  non voglio entrare nel merito del concetto di bellezza  sul quale  filosofi ed artisti  dall'antica Grecia ad oggi hanno disquisito per secoli)

Se osserviamo un viso armonioso possiamo osservare alcuni  parametri precisi ai quali fare riferimento.
Ad esempio :



Possiamo quindi disegnare alcune figure geometriche regolari che ci riportano a quei parametri matematici ai quali faceva riferimento Leonardo quali il rettangolo ,il triangolo, il pentagono, il cerchio definiti "aurei".





Con questo non si vuol dire che la bellezza di un viso debba necessariamente essere valutata  sulla base della corrispondenza dei lineamenti  perfettamente rispondenti ad una formula matematica... ma...più ci si allontana da questi riferimenti, più un viso ci sembrerà meno bello .            
    

Un esempio ?    

Basta variare alcuni parametri quali la distanza tra gli occhi ...la lunghezza del naso in rapporto alla lunghezza del viso...ed il viso ci appare meno armonioso e piacevole.

E' evidente che ricerchiamo nella bellezza certi parametri di regolarità e

SIMMETRIA
Un invito all'osservazione:






Ma cosa hanno di particolare le figure geometriche che abbiamo usato come riferimenti 
: il rettangolo ,il triangolo, il pentagono ?
      E quel numero...1.618 ?
                           Vedi la pagina ARMONIA